
Dal Corriere del Mezzogiorno di domenica 20 settembre 2009
L’ultimo giorno di vacanza, il silenzio tra di loro ha un ritmo, quello delle pagine dei giornali che Neve sfoglia, come ogni mattino: i tre quotidiani, sui cui titoli passa leggera, attenta a saltare le pagine di sport. Primperan armeggia con la frutta sul tavolo, cercando di comporre un’architettura improbabile. Non è un caso se le cattedrali vengono su a blocchi di pietra, e non a banane poggiate sulle mele. Infatti, al terzo filare, la sua piramide di frutta si sbriciola. Una pesca rotola fin sul bordo. Lui l’acciuffa in tempo. Con le dita vi passeggia sopra come fanno gli acrobati sulle palle da circo, riportandola di nuovo al centro del tavolo. Dentro, una noia mortale, la paura che a furia di prender tempo, il tempo si sia preso lui. Come si sente l’aereo che accelera per il decollo ma non stacca da terra, intanto che la fine della pista si avvicina. Neve solleva lo sguardo oltre il giornale, inquadra Primperan e la sua cesta di frutta.
“Natura morta?” domanda, e non è così scontato che stia parlando delle pesche.
E’ già pomeriggio quando una linea invisibile passa per il freno a mano e divide in due la Escort che punta verso casa. Da un lato Primperan, il finestrino abbassato, le bocchette dell’aria condizionata sigillate, una mano sul volante, l’altra che dà piccoli giri da ladro di cassaforte sulla manopola della radio, provando a scrollare le interferenze di Radio Maria dalla voce del telecronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Dall’altro lato Neve, il finestrino serrato, le griglie dell’aria condizionata rivolte a lei come musicisti a un direttore d’orchestra, l’ultimo numero di Julia tra le mani, gli auricolari infilati a proteggersi con le chitarre dei Coldplay dagli strilli dell’ottuso Dio pallone.
Se esiste, la definizione di Separati in Auto, calza a pennello, qui e adesso.
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