Inserito da: primperan | 17 Ottobre, 2009

La geometria non è un reato…

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Non capita a tutti di svegliarsi una domenica mattina e venire coinvolto in una situazione triangolare. Sono i privilegi dell’essere giovani scrittori di successo.
E’ quello che accade domenica 18 alle ore 11 al vostro amico Marocco, ospite negli studi di Bari Radio Città Futura, nella trasmissione radiofonica Ménage à trois. Come trigonometria esige, nel triangolo ci sono una fanciulla bionda (Ilenia),  una fanciulla bruna (Elda) e un giovane aitante (io). Un’ora di canzoni, libri, chiacchiere, aneddoti, risate, per tenervi compagnia mentre fate il cambio di stagione degli armadi.

Se siete a Bari, sintonizzatevi su 101.0; se siete fuori e ne avete voglia, siamo in streaming su www.laltraradio.it, dove dice Bari Radio Città Futura ON AIR.

Per i facebookiani (mi dissocio!), il programma ha una sua pagina dove potete lasciare commenti!

Buon ascolto e buona domenica!

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Inserito da: primperan | 9 Ottobre, 2009

Quelli che hanno trovato chiuso il Bauhaus

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Quello che mi sconcerta di certe orribili architetture non è la loro consistenza fisica, la volumetrica evidenza con cui si poggiano nelle città. Mi muovo indietro, risalgo nel tempo: dall’opera finita al cantiere,  agli uffici amministrativi che vistano le tavole, al centro plottaggi, fino allo studio tecnico nel quale quel progetto è stato realizzato. E’ sul tecnigrafo di chi lo ha disegnato, sullo schermo del suo pc, dove voglio fermarmi un attimo.
Trovarmi lì nel momento, probabilmente a fine serata, in cui qualcuno si sarà tolto gli occhiali da presbite, si sarà stropicciato gli occhi, avrà guardato il suo edificio orribile disegnato sul piano di lavoro e avrà pensato: “Sì! Può andare!”, spegnendo il computer, poggiando la matita e pensando di essersi proprio meritato un bicchiere di vino.
E’ il silenzio delle coscienze addormentate che mette paura.
Fate una cosa, una sola cosa al giorno, purchè possiate dire a voi stessi di averla fatta nel migliore modo possibile.

Inserito da: primperan | 29 Settembre, 2009

Natura morta, un cucchiaio di Primperan

PaoloBenetti

Dal Corriere del Mezzogiorno di domenica 20 settembre 2009

L’ultimo giorno di vacanza, il silenzio tra di loro ha un ritmo, quello delle pagine dei giornali che Neve sfoglia, come ogni mattino: i tre quotidiani, sui cui titoli passa leggera, attenta a saltare le pagine di sport. Primperan armeggia con la frutta sul tavolo, cercando di comporre un’architettura improbabile. Non è un caso se le cattedrali vengono su a blocchi di pietra, e non a banane poggiate sulle mele. Infatti, al terzo filare, la sua piramide di frutta si sbriciola. Una pesca rotola fin sul bordo. Lui l’acciuffa in tempo. Con le dita vi passeggia sopra come fanno gli acrobati sulle palle da circo, riportandola di nuovo al centro del tavolo. Dentro, una noia mortale, la paura che a furia di prender tempo, il tempo si sia preso lui. Come si sente l’aereo che accelera per il decollo ma non stacca da terra, intanto che la fine della pista si avvicina. Neve solleva lo sguardo oltre il giornale, inquadra Primperan e la sua cesta di frutta.

“Natura morta?” domanda, e non è così scontato che stia parlando delle pesche.

E’ già pomeriggio quando una linea invisibile passa per il freno a mano e divide in due la Escort che punta verso casa. Da un lato Primperan, il finestrino abbassato, le bocchette dell’aria condizionata sigillate, una mano sul volante, l’altra che dà piccoli giri da ladro di cassaforte sulla manopola della radio, provando a scrollare le interferenze di Radio Maria dalla voce del telecronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Dall’altro lato Neve, il finestrino serrato, le griglie dell’aria condizionata rivolte a lei come musicisti a un direttore d’orchestra, l’ultimo numero di Julia tra le mani, gli auricolari infilati a proteggersi con le chitarre dei Coldplay dagli strilli dell’ottuso Dio pallone.

Se esiste, la definizione di Separati in Auto, calza a pennello, qui e adesso.

per continuare a leggere il racconto, cliccare qui
Primperan
Inserito da: primperan | 23 Settembre, 2009

In tumulto, prima presentazione sabato 26!!!

inviti In_Tumulto

Teatro Kismet OperA e edizioni la meridiana

in collaborazione con il Presidio del libro Caffè d’arte Dolceamaro

nell’ambito della Festa dei lettori

presentano il libro

In tumulto. Nei moti dell’adolescenza

di Francesco Marocco e Valentina Vetturi

a partire dallo spettacolo In tumulto di Rossana Farinati

sabato 26 settembre h 19 Galleria BLUorG (Bari)

Nell’ambito della Festa dei lettori organizzata dai Presidi del libro sarà presentato, sabato 26 settembre alle 19 presso la Galleria BLUorG di Bari (via Celentano 92), il libro In tumulto. Nei moti dell’adolescenza di Francesco Marocco e Valentina Vetturi, pubblicato dalle “edizioni la meridiana” e nato a partire dallo spettacolo prodotto dal Kismet In tumulto di Rossana Farinati, un viaggio di parole, immagini e gesti nel mondo dell’adolescenza.

All’incontro, assieme agli autori, interverranno la regista Rossana Farinati e la giornalista del Tg3 Puglia Perla Dipoppa.

Nel corso della presentazione gli attori Annabella Tedone e Daniele Lasorsa leggeranno alcuni brani di Marocco, mentre sulle pareti della galleria verranno proiettate delle fotografie di Valentina Vetturi (qui sotto, uno dei fotoracconti di Valentina Vetturi, Dalla Terra di Mezzo mi presento).

DALLA TERRA DI MEZZO VALENTINA VETTURI [mi presento]_2

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Inserito da: primperan | 23 Settembre, 2009

Citofonare interno 8, en plein ART

Reading domestico domani 24 settembre 2009, a Impalata (Monopoli), ore 20.30

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Sesto appuntamento con il reading domestico barese, questa volta in trasferta in provincia, a Impalata (Monopoli).
Una serata all’aria aperta dove BARI incontra LONDRA dando vita ad un happening nel quale le letture di Francesco Marocco si mescolano a quelle di Vesna Maric (BBC Book of the week con il suo Bluebird), le vignette di Alecella alle performance teatrali di Elisa De Grey e musicali di Quinta (Bat for Lashes). Ed ancora le video proiezioni di Rafael Estefania e le mise en scene di Alessio Giannone. Il tutto completato dal dj-set di Gazza e dalle opere della Ede Art Gallery di Monopoli.

evento ideato e organizzato da
Gianfranco D’Onghia e Ines Pierucci

letture e performance libere
ingresso libero

COME ARRIVARE
esci a L’Assunta/Capitolo/Selva e prendi subito per la
Selva, percorri circa 8 km e in cima alla collina gira a dx
per Castellana, a 100 mt. a dx per strada La Loggia di
Pilato.

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Inserito da: primperan | 19 Settembre, 2009

Come cerchi sull’acqua, racconto di fine estate

All’inizio, starle vicino, persino guardarla, era come cercare di leggere una parola incisa sull’acqua.

Del mare notturno aveva il silenzio, di un cuore tenuto a distanza. Restituiva l’idea che dov’era lei finisse qualcosa, proprio come il mare mette fine alle città. Quello che da lì in poi aveva inizio, però, non era chiaro.

Lo sguardo grande e liquido diluiva le emozioni. Vedere il mondo, sembrava per lei un atto di pazienza indifferente, come fa l’acqua con i sassi piatti: se eri bravo, al massimo rimbalzavi tre volte sul suo sguardo, poi andavi giù, nell’accenno di un disegno fatto di cerchi concentrici che sarebbero presto scomparsi.

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(la foto viene da flickr, invece il racconto continua con un clic. lettura consigliata a un pubblico adulto) Continua a leggere…

Inserito da: primperan | 15 Settembre, 2009

In tumulto sul Corriere

Questa è la pagina del Corriere di Domenica 6 settembre, con un estratto del libro. Cliccando sull’immagine, dovrebbe aprirsi una finestra in formato leggibile. Seguiranno altre, intanto potete scegliere se in formato tessera preferite Marocco o Moccia…

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Inserito da: primperan | 7 Settembre, 2009

IN TUMULTO!!!

Da oggi in libreria, il nuovo libro di Francesco Marocco e Valentina Vetturi, IN TUMULTO nei moti dell’adolescenza, edizioni la meridiana.

COP IN TUMULTO

Eccolo! Il mio nuovo libro! IN TUMULTO!
Come i più attenti hanno già saputo leggendo nel paginone del Corriere di domenica, si tratta di un libro nato da un progetto teatrale, l’omonimo spettacolo In tumulto, messo in scena da Rossana Farinati con il Teatro Kismet OperA di Bari e portato nelle scuole della Provincia di Bari sotto forma di Laboratorio, Residenza teatrale.
Al corto circuito scatenato dal Teatro che va a trovare la Scuola, abbiamo preso parte come osservatori io e Valentina Vetturi, artista visiva, tra le altre cose vincitrice del premio GAP, Giovani Artisti Pugliesi 2008.
Racconti (miei) e fotografie (di Valentina) che prendono il via dall’esperienza delle Residenze per provare a descrivere la tumultuosa età del crescere.
Ansie, scoperte, contraddizioni, desideri, sogni, tutto ciò che pulsa in un’età difficile da acciuffare. Io e Vale abbiamo provato a catturare qualche fermo immagine dalla Terra di Mezzo dell’adolescenza. A voi il compito di dire se ci siamo riusciti!
La tournee di presentazione sta per partire, vi terrò aggiornati. Nel frattempo, correte a prendere il libro (a Bari ce l’hanno già Feltrinelli e Laterza, oppure prendetelo dal sito della casa editrice, dove potrete anche sbirciare  qualche pagina e godere di uno sconticino del 20% sul prezzo di copertina) e buona lettura!

ps
Come forse alcuni di voi sanno, le librerie non hanno molta fiducia a priori nella vendita dei testi, ragion per cui si muovono con molta cautela nel realizzare il primo ordine dei volumi presso le case editrici, richiedendone in prima battuta una quantità risibile di copie. Se le prime finiscono in fretta (come accadde per Joao Paulo nel 2006), allora la libreria fiuta l’affare e ordina un maggior numero di copie, destinando al libro una visibilità sempre maggiore all’interno del negozio. Io la parte mia l’ho fatta, nel senso che il libro vi assicuro che è bellissimo, al punto che potrei quasi azzardare un soddisfatti o rimborsati. Adesso, tocca a voi, darmi una mano e fiondarvi in libreria, chiedendo a ogni dipendente Feltrinelli dove potete trovare il nuovo libro di Francesco Marocco. In cambio, prometto una dedica speciale ai primi 10 lettori acquirenti, o per i più esigenti, un compenso alcolico con brindisi con l’autore.

Inserito da: primperan | 3 Agosto, 2009

Intervallo – Joan Miquel Oliver

Ormai prossimi al primo compleanno del blog, festeggiamo con questo intervallo: Joan Miquel Oliver, cantante maiorchino, e la sua Final Feliç, un Happy End come quello di qualche post più giù.
Un anno di racconti, un po’ di silenzio a volte, necessario a ritrovar voce, quasi mille visite al mese, estreme unzioni e colpi di coda, complimenti e critiche, un denigratore ufficiale, contributi esterni, nel blog scorrerà a giorni nuova linfa, in coincidenza con l’uscita del prossimo libro, a cui dedicherò presto molto spazio.
The best is yet to come, come dicono le magliette (e quindi, nel frattempo, Baci & Abbracci a tutti!)…

Inserito da: primperan | 24 Luglio, 2009

Primperan su Bari Economica

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Bari Economica, la rivista trimestrale della Camera di Commercio di Bari, diretta da Chicca Maralfa, dedica uno spazio fisso alla narrativa con storie ambientate nei nostri contesti economici, produttivi e territoriali. Si tratta di una vetrina interessante per gli scrittori pugliesi: da qui sono passati, tra gli altri, Mario Desiati, Livio Romano e Giancarlo Liviano D’Arcangelo. Indovinate un po’ chi è l’ospite del numero 3  del 2009… un Primperan innamorato deluso, alle prese con l’inventario dell’Impero del Bullone.

qui il racconto per intero

Inserito da: primperan | 21 Luglio, 2009

Un gato para mis amigos

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Para los que siempre me han dicho: “Como me gustarìa leer tus cuentos en castellano!”

Para los que han leido algun intento de relato en espanyol que fue pecado juvenil del autor.

Para los que han intentado aprender italiano a travès de mis escritos, consiguiendo como unico efecto concreto una sensaciòn de mareo, que ni siquiera una cuchara de Primperan de verdad pudo curar.

Para todos mis amigos con quien no he podido compartir nunca la fluidez de las palabras, tal y como me hubiera gustado…

pues para todos vosotros, unicamente gracias a la labor de Toni Ballester, aquì teneis un cuento de Francesco Marocco, escrito en un castellano con las “ñ”s donde toca y los acentos en la direcciòn correcta.

Ahora por fin podrèis comprobar si ese chaval que va de escritor, tiene talento, o solo se trataba de la tìpica y famosìsima chulerìa italiana.

El cuento se llama “Un gato”, y estoy seguro de que si muchos de vosotros apreciaràn, a Toni no le importarà traducir màs!

Espero vuestros comentarios…

Para abrir el cuento pincha aquì

Inserito da: primperan | 6 Giugno, 2009

Ore 9.00 – Lezione di Urbanità

Entrando nell’aula per la prima lezione dell’Anno Accademico, Don Manuel avvisa le neomatricole della Scuola Superiore di Architettura di Valencia che la prima cosa di cui parlerà nel suo corso di Composizione sarà l’Urbanità. I più stringono gli occhi, qualcuno storce il naso. Altri confondono l’urbanità con l’urbanistica e non ci trovano nulla di strano. Invece, la prima cosa che Don Manuel insegna ai suoi alunni non è come progettare una città, ma come si chiede per favore, in più di una lingua. Don Manuel insegna a non alzare la voce, ad ascoltare, a chiedere permesso. Spiega come ci si comporta in un museo. Qualche rudimento di cavalleria, cedere il passo, aprire le porte. Don Manuel è uno che se potesse, toglierebbe le suonerie a tutti i cellulari del mondo.

Verso la fine della lezione qualcuno ne sarà già affascinato, qualcuno sarà pronto a dimenticare, e ci sarà sempre qualcuno che dirà ok, che domanderà se dopo avergli insegnato come si sta a tavola, li aiuterà anche a progettare, perché loro in fin dei conti sono lì per quello, perché non vedono l’ora di imparare a creare:

“Creare, creare… Qui non crea nessuno. L’unico che crea è Dio” dice serio Don Manuel. Si ferma e poi aggiunge “e ultimamente sembra in vacanza.”

carcajal Continua a leggere…

Inserito da: primperan | 2 Giugno, 2009

Alessandra ha il suo perchè

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Abituato per anni a mollare le ragazze senza perdere tempo in spiegazioni inutili,  il Geometra Gerardo aveva sempre sospettato che prima o poi la vita gli avrebbe presentato il conto. Così, quando una sera Michela, la sua compagna da cinque anni, gli disse che le cose tra di loro non andavano più, il primo pensiero del Geometra Gerardo fu che finalmente quel giorno era arrivato. Sentì il pavimento mancargli sotto i piedi. Abbassò lo sguardo e nella voragine che gli si apriva davanti, gli parve di intravedere profondità talmente ampie da poter accogliere tutte le notizie che non avrebbe mai voluto sentirsi dire: Michela s’era innamorata del suo capo. Michela era stata a letto con il suo capo. Michela aveva da tempo una relazione con il suo capo. Michela aveva deciso di provare a fare sul serio con il suo capo. Michela andava a vivere con il suo capo.
Il Geometra Gerardo serrò i denti, stringendosi nelle spalle, in attesa che, nell’abisso delle pessime notizie che Michela sciorinava inflessibile, si vedesse infine il fondo. Quando, dal dolore alle ossa che sentiva, capì di aver toccato terra, il Geometra Gerardo provò a chiedere una spiegazione. Michela, però, non era già più davanti a lui.
Quello che sconcerta nelle sofferenze d’amore è una evidenza del presente che invece l’amore ricambiato non riesce mai a mettere a fuoco. Continua a leggere…

Inserito da: primperan | 13 Maggio, 2009

Uno scrittore Fantasma alle cinque in punto

Tanto difficile è capire le persone, farsi capire, a volte. Tanto immediata è invece la capacità dell’Arte di rivelare significati universali.
E allora, eccola qui, la mia anima.
Davvero, questo sono io, per chi volesse capirlo. Le parole di Philip Roth e del suo Scrittore Fantasma. E insieme questo sono io, le note di Franco Battiato e della sua It’s five ‘o clock.
Allora se volete passare due minuti con me, nel mondo che vorrei come dice qualcuno, dovete solo mettere le cuffie, far partire il play, ascoltare la canzone, mentre leggete questa mezza paginetta.

“Io prendo le frasi e le giro. Questa è la mia vita. Scrivo una frase e la giro. Poi la guardo e la giro di nuovo. Poi vado a pranzo. Poi torno qui e scrivo un’altra frase. Poi prendo il tè e giro la frase nuova. Poi rileggo le due frasi e le giro tutt’e due. Poi mi sdraio sul sofà e rifletto. Poi mi alzo e le cancello e ricomincio da capo. E se interrompo questo tran tran anche solo per un giorno vengo preso da una noia forsennata e mi sembra di avere perso tempo. La domenica faccio colazione tardi e leggo i giornali con Hope. Poi andiamo a fare una passeggiata in collina, e io sono ossessionato dall’idea di perdere tutto quel tempo prezioso. Mi sveglio, la domenica mattina, e divento matto, o quasi, alla prospettiva di tutte quelle ore inutilizzabili. Sono irrequieto, sono di cattivo umore, ma anche lei è un essere umano, capisce?, perciò vado. A scanso di guai, mi fa lasciare a casa l’0rologio. Il risultato è che invece di guardare l’orologio mi guardo il polso. Si passeggia, lei parla, poi io mi guardo il polso: e questo, di solito, è il colpo di grazia, se non è bastato il mio cattivo umore. Lei getta la spugna, e si torna a casa. E a casa cosa c’è per distinguere la domenica dal giovedì? Torno a sedermi davanti alla mia piccola Olivetti e ricomincio a cercare le frasi e a girarle. E mi domando: Perchè per riempire le ore per me non c’è altro modo che questo?”

(Philip Roth, Lo Scrittore Fantasma)

Inserito da: primperan | 9 Maggio, 2009

Tutto il male che c’ha fatto la Pimpa

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Ho sentito dire in Spagna che “somos lo que eramos en el patio del colegio”, siamo ciò che eravamo nel cortile della scuola. Oggi ho avuto una rivelazione che, affondando indietro nel tempo, potrebbe spiegarmi perchè mi sento in questo modo.
E’ andata così. Stamattina ho trovato in macchina un corallino di plastica stretto e lungo. L’ho preso tra le dita per analizzarlo meglio. Senza lasciarmi il tempo di riflettere su come quella roba fosse arrivata sul mio sedile passeggero, investito dalla luce del sole, il pezzo di plastica ha brillato e mi ha proiettato nel cortile della scuola.
Mi sono visto bimbo, raccolto vicino a un muretto assieme ad altri grembiuli, ad armeggiare con centinaia di corallini simili a quello. Ne esistevano di tutti i colori. Si conservavano in scatole di plastica trasparente alte un centimetro, e servivano, per chi avesse avuto tenacia e il coraggio di affrontare un forno bollente, a farne medaglioni e spillette. I coralli andavano inseriti in apposite formine intarsiate, che ti permettevano di progettare monili variandone le combinazioni cromatiche. Finita la composizione a freddo, la forma andava infornata. A duecento gradi i singoli cilindretti si squagliavano e colavano assieme, cristallizzandosi, una volta raffreddati, nel disegno di un gioiello.
Pur non essendo esattamente un passatempo da maschi, trovavo piacevole giocare con questi pulviscolari oggetti luminosi. Ricordo la gratificante sensazione di lasciari scorrere tra le dita, l’effervescenza luminosa che ti dava voglia di mangiarli. Continua a leggere…

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