Entrando nell’aula per la prima lezione dell’Anno Accademico, Don Manuel avvisa le neomatricole della Scuola Superiore di Architettura di Valencia che la prima cosa di cui parlerà nel suo corso di Composizione sarà l’Urbanità. I più stringono gli occhi, qualcuno storce il naso. Altri confondono l’urbanità con l’urbanistica e non ci trovano nulla di strano. Invece, la prima cosa che Don Manuel insegna ai suoi alunni non è come progettare una città, ma come si chiede per favore, in più di una lingua. Don Manuel insegna a non alzare la voce, ad ascoltare, a chiedere permesso. Spiega come ci si comporta in un museo. Qualche rudimento di cavalleria, cedere il passo, aprire le porte. Don Manuel è uno che se potesse, toglierebbe le suonerie a tutti i cellulari del mondo.
Verso la fine della lezione qualcuno ne sarà già affascinato, qualcuno sarà pronto a dimenticare, e ci sarà sempre qualcuno che dirà ok, che domanderà se dopo avergli insegnato come si sta a tavola, li aiuterà anche a progettare, perché loro in fin dei conti sono lì per quello, perché non vedono l’ora di imparare a creare:
“Creare, creare… Qui non crea nessuno. L’unico che crea è Dio” dice serio Don Manuel. Si ferma e poi aggiunge “e ultimamente sembra in vacanza.”










