Inserito da: primperan | 19 Agosto, 2008

01. Primperan, il Trentaneo

…dopo quattro vodka tonic, Primperan era lì che sbiascicava. La tipa gli chiese quanti anni avesse. Cercò di presentarsi come ‘un magnifico trentenne’, ma sull’ultima parola un rigurgito gli corse su per l’esofago. Gli venne così fuori che lui era un “trentaneo”. La risata di lei che chiedeva spiegazioni era troppo bella perché Primperan potesse confessarle che solo si trattava di una forma di dislessia che si impossessava di lui dopo il terzo cocktail. “Per cosa sta trentaneo?”
Pur di non deluderla, Primperan intraprese il conio del neologismo.
“Beh, un trentaneo è uno di noi… Un trentenne contemporaneo…” lei lo guardava mentre lui disegnava con la mano ampi cerchi a sostegno della tesi.
“Sono stati tutti trentanei, allora? O lo siamo solo noi?”
Lei sbatté le ciglia, così lenta da fare la risposta inevitabile.
“Solo noi…” ripeté lui. Lei gli fece cenno di andare avanti:
“Perché? Cos’hanno i nostri trent’anni?”
Lui ci pensò. La guardò negli occhi.
“I nostri trent’anni sono difficili da acciuffare. Siamo stati presi in mezzo, tra il boom della Vespa e quello di Internet, e ci ha schiacciato una nostalgia che ci rende tutto precario. Il lavoro, le relazioni, perfino i sogni…
Tutto è talmente instabile da sembrarci estraneo.”
“Allora un trentaneo è questo? Un trentenne estraneo?” gli chiese lei con apprensione.
Primperan la guardò. Buttò giù l’ultimo sorso.
“E’ tardi per essere tristi. Ti va di fare un giro?”

(per leggere il racconto intero, pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno, clicca qui)


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