
C’è una pizzeria in città, dal menù particolare. Oltre ai sapori base di Margherite e Capricciose, propone un bizzarro abbinamento tra tipi di pizza e padri della letteratura italiana. Una pizza con mozzarella di bufala e pomodorini, universalmente nota come Bufalina, qui si chiama invece Dante. La Petrarca è con la salsiccia di Norcia. Se amate il radicchio, chiederete una pizza Pascoli. Stracciatella e crudo per Leopardi. E via dicendo. Senza spiegazione plausibile. Sfugge il motivo, ad esempio, per cui le verdure grigliate siano associate ai versi di Ungaretti.
Ci sono andato con Bomber, in una insolita uscita a due. La cameriera ci ha fatti accomodare, domandando se aspettassimo altra gente. “No, siamo soli”, ho detto. Lei mi ha guardato con sospetto, poi ci ha mostrato i tavoli liberi, chiedendoci dove volessimo sedere. Ne ho indicato uno a caso, proprio mentre lei ce lo descriveva come “il più intimo”. Effettivamente era il più appartato ed aveva i due coperti disposti su lati contigui del tavolo. Ci siamo seduti, accompagnati dal suo sorriso complice. Non avevamo ancora afferrato l’equivoco finchè, in attesa delle birre, non ci siamo urtati il gomito, rendendoci conto che la nostra vicinanza aveva un tocco di innaturalità. A quel punto, Bomber ha ritenuto conveniente spostare il suo coperto di fronte al mio. Ci siamo guardati con invisibile sollievo, lo stesso che produce la vista di due oggetti rimessi al loro posto. Ma la cameriera deve aver interpretato la manovra solo come un banale tentativo di depistaggio. E’ venuta a prendere le ordinazioni, sorridendo teneramente. Bomber, che predilige i Grandi Classici, ha ordinato una Manzoni. “Per lei?” mi ha chiesto la ragazza. Io, che amo il salame piccante sulla pizza, scorrevo il menù domandandomi a quale autore potessero avere abbinato l’ingrediente. Propendevo per Boccaccio, D’Annunzio o Pirandello. Al più, per Moravia. Invece, con l’aggiunta di un gradito tocco di gorgonzola, la pizza al salame piccante era l’ultima del menù, associata al padre della letteratura realista. Il grande scrittore siciliano dei Malavoglia. Allora, ho aperto la bocca, ma proprio mentre stavo per dire: “Per me, una Verga”, sono scoppiato a ridere. Ho passato in rassegna i modi per fare un’ordinazione senza inciampare nel doppio senso, con scarso successo. “Mi porti una Verga”, “Io prendo una Verga “, o peggio “Io assaggerei una Verga”. Non c’era speranza ed allora ho continuato a ridere sotto i baffi, scontando il retaggio della mia educazione di matrice gesuita. La ragazza mi guardava stranita, Bomber è quasi arrossito, vergognandosi per me. Alla fine, per smettere di ridere ed uscire dall’empasse, non ho avuto altra scelta che cambiare ordinazione, optando per una pizza Quasimodo, dal suono quasi omofobico, che sparecchiava i dubbi.
Per inciso, la pizza non è male, magari un po’ caruccia. Senza dubbio colpa del diritto d’autore.
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Da: Fontan Blog » Letteratura: che Pizza! - Il blog degli studenti. su 4 Settembre, 2008
alle 9:41 am
…che fame!
Da: webelin su 4 Settembre, 2008
alle 11:20 am