Inserito da: primperan | 2 Giugno, 2009

Alessandra ha il suo perchè

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Abituato per anni a mollare le ragazze senza perdere tempo in spiegazioni inutili,  il Geometra Gerardo aveva sempre sospettato che prima o poi la vita gli avrebbe presentato il conto. Così, quando una sera Michela, la sua compagna da cinque anni, gli disse che le cose tra di loro non andavano più, il primo pensiero del Geometra Gerardo fu che finalmente quel giorno era arrivato. Sentì il pavimento mancargli sotto i piedi. Abbassò lo sguardo e nella voragine che gli si apriva davanti, gli parve di intravedere profondità talmente ampie da poter accogliere tutte le notizie che non avrebbe mai voluto sentirsi dire: Michela s’era innamorata del suo capo. Michela era stata a letto con il suo capo. Michela aveva da tempo una relazione con il suo capo. Michela aveva deciso di provare a fare sul serio con il suo capo. Michela andava a vivere con il suo capo.
Il Geometra Gerardo serrò i denti, stringendosi nelle spalle, in attesa che, nell’abisso delle pessime notizie che Michela sciorinava inflessibile, si vedesse infine il fondo. Quando, dal dolore alle ossa che sentiva, capì di aver toccato terra, il Geometra Gerardo provò a chiedere una spiegazione. Michela, però, non era già più davanti a lui.
Quello che sconcerta nelle sofferenze d’amore è una evidenza del presente che invece l’amore ricambiato non riesce mai a mettere a fuoco. Più che inviperirsi per il passato macchiato, gli anni di corna, più che lamentarsi del futuro tradito, il Geometra Gerardo si impallava nel pensiero che ogni secondo, ogni piccolo movimento della lancetta dell’orologio alla parete, Michela fosse con un’altra persona. Il presente acquisiva d’improvviso un’evidenza pulsante, che il Geometra Gerardo non riusciva a tollerare. Nell’immaginarsi proiezioni di Michela in un’altra relazione, nel ricostruire ipoteticamente lo scenario di dove lei potesse essere in ogni istante, gli sembrava che le giornate fossero incredibilmente piene di occasioni per divertirsi, la città ricca di posti dove amarsi. Il presente diventava vasto e possibile, un’infinità di opportunità fiorite, su cui Michela e il suo Capo potevano svolazzare allegri e sozzi di polline. Mai si era accorto di quanti attimi buoni per amare ci sono in una giornata, quando ancora erano assieme.
Il Geometra Gerardo ci mise tre settimane, ma alla fine si accorse che non ne sarebbe morto. Tanto valeva andare avanti. Si tagliò i capelli. Comprò abiti nuovi. Cambiò il suo status sui social network. Riprese a farsi le seghe come al liceo. E per ultimo fece correre tra gli amici la voce che anche lui era pronto per una nuova storia.
Preso com’era dall’idea che tutto facesse parte di un disegno compiuto, intravide nella chiamata di Simone, vecchio amico di liceo, un segmento di quella trama, un segno del destino da cui ricominciare davvero. Così, quando Simone gli chiese se volesse bersi una birra in serata, il Geometra Gerardo accettò senza batter ciglio. Desideroso di dar presto una forma a quel disegno, prima di chiudere, ebbe il guizzo per chiedergli: “Ce l’hai una bella amica da presentarmi?”
Simone tacque per un istante. “Una bella amica da presentarti” ripetè ad alta voce. “Bella”, disse ancora, “Bella”. La sua voce era quella di chi con la penna scorre le righe di un elenco in cerca di un nome difficile da trovare. Il Geometra Gerardo capì di dover abbassare le pretese. “Bella bella, no. Anche non proprio bellissima!” aggiunse. Un baleno nella voce dell’amico gli fu di conforto. “Ma certo! Alessandra!” Il Geometra Gerardo tacque per lasciar spazio alle specifiche del caso. Simone, però, non ritenne fosse necessario aggiunger altro. “Alessandra?” ripetè allora lui con tono interrogativo. “Alessandra!” ribadì l’amico. Il Geometra Gerardo fu sul punto di perdere le staffe: “Alessandra e poi?” “Alessandra, vediamo, non mi ricordo, forse, sì. Bianco. Alessandra Bianco!” disse Simone. “Ma cosa vuoi che me ne fotta del cognome!” disse il Geometra Gerardo “Dimmi qualcosa di lei!”
Dall’altro lato del telefono scese il silenzio. Un’assenza di suoni talmente assoluta che il Geometra Gerardo non riuscì a immaginarsi nulla. Quando si fu preso tutto il tempo per pensarci, finalmente Simone parlò:
“Beh, Alessandra. Alessandra ha il suo perchè!”

La guardava ora, mentre tutto attorno, il Corso dei Bar era una distesa di adolescenti eteree, un esercito di ninfette  neoimmatricolate all’università della città, un numero pari di giovani gambe magre e abbronzate, un moltiplicarsi di sorrisi bianchi e cerchietti nei capelli, di culi alti, apprettati nelle varianti pastello di un unico modello di shorts da grande magazzino. La guardava ora, sorridergli e sudare, bianchiccia e accaldata, con la maglietta più larga di una taglia che lo stesso non riusciva a nasconderle il seno grasso e appeso. La guardava ora, inorridendo al pensiero che sotto la piega del seno ci avrebbe potuto infilare un foglio di carta e quello non ne sarebbe caduto. La guardava ora, tendergli una mano sull’avambraccio mentre gli parlava dei suoi percorsi di cittadinanza attiva, il tatto umido e freddo della mano, come la carezza di una seppiolina. La guardava ora, e pensava a quando di solito si dice di una ragazza che è un tipo, a quando si dice che è simpatica, a quando si dice che ha un suo perchè. La guardava ora, guardava Simone, poi guardava di nuovo lei. Alessandra. Alessandra Bianco. Gli fu chiaro infine, di aver capito male. Alessandra era l’unica ragazza al mondo che il suo perchè ce l’ha, seguito da un punto interrogativo.
“Perchè?”, si interrogava il Geometra Gerardo.
“Perchè?”, ripetè e in cuor suo sentiva già di volerle un bene dell’anima.



Risposte

  1. La cosa drammatica è che le persone dissolute come il geometra gerardo, a volte, in 3 settimane prendono consapevolezza del fatto che non moriranno, ma la cosa non li aiuta a stare meglio. A meno che non si incontri Alessandra, oppure qualche amico non gli faccia capire, sputtanandolo, che non vale la pena perdere neanche un altro giorno a pensare quanto sia stato superficiale…come sempre.
    Un abbraccio


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