Pubblicato da: primperan | 26 agosto, 2008

La scala delle cose

Adesso sembra poco più grande di un portachiavi, ma c’è stata una volta che questa 500 si rivelò fatalmente troppo grande.

Avevo 18 anni, la patente e un’ora in meno di lezione quel giorno. Il motivo per cui la 500 fosse a casa e mia madre no, non lo ricordo. Ma l’occasione di un giro in macchina di nascosto era troppo ghiotta per lasciarmela sfuggire. Salii a prendere le chiavi. Insieme a Panzetta, Bomber e Cicciospano, con cui formavamo il Circolo del Tressette, ci infilammo nella macchina. Quattro passeggeri e le loro Invicta da liceali: non sembra, ma la 500 ha un abitacolo spazioso. Noi, reietti della succursale del Liceo Scientifico, puntammo verso la sede centrale. Era un traguardo epocale montare insieme su un’auto, essendo la mia la prima patente del Circolo. Il volante tra le mani mi dava un’ebbrezza illuminista da Navigatore, neanche stessi traghettando un vascello alla volta di territori vergini. Non superavo i 30 all’ora, non scalavo le marce, essendo la doppietta una manovra ancora impossibile per i miei rudimenti da neopilota, eppure assaporavo la gioia di una libertà inedita. L’ebbrezza era condivisa dai Circolanti e in macchina ridevamo di un’allegria incontenibile. Andammo in centrale, dove quelli delle altre sezioni festeggiarono il nostro arrivo inatteso. Raccogliemmo il giusto tributo di stima, qualche occhiata invidiosa, i sorrisi delle ragazze, perchè uno di quarto che va a scuola in macchina comunque lo merita un sorriso. Fumammo una cicca e riprendemmo la via di casa, in modo da arrivare prima di mia madre. Fu sulla via del ritorno, che la 500 mi si fece enorme, ed io piccolo piccolo. Per scansare un autobus in ingannevole rotta di collisione, diedi un colpo maldestro al timone, finendo sul paraurti di un’auto in coda ad un semaforo. La gonnella copriruota della 500 scivolò sotto l’altra macchina con la tenerezza del tonno che si taglia con un grissino, ferendosi. Scesi dalla macchina assieme al guidatore tamponato. La sua auto non aveva neanche un graffio. La mia sì. Mi misi ad osservare il raschio, un’incisione lunga qualche decina di centimetri. Bianca. Restai incredulo a fissarla, quasi ad aspettare che sanguinasse. Impietrito, rimasi ad assistere allo spettacolo del mondo che mi crollava addosso. La macchina davanti era già bella che ripartita. Dietro suonavano incazzati gli automobilisti dell’ora di punta. Bomber mi richiamò in macchina. Mi mortificai tanto che i Circolanti non ebbero neanche il gusto di prendermi in giro. Al mio primo viaggio avevo già fatto un incidente. Ottima media davvero. Avevo preso di nascosto la macchina di mamma, cimelio di famiglia, e mi ero andato a grattugiare contro un’auto in coda. Ero un maledetto sfigato. L’unico conforto che poteva salvarmi da quella situazione era la certezza che non avrei mai più guidato. La punizione che mi sarei autoimposto. Salii in casa chino, già in atto di penitenza. Mi misi supino sul lettone a fissare il lampadario ed attesi il ritorno di mia madre. Quando arrivò, entrò in camera a cambiarsi. Senza alzarmi dal materasso, le raccontai del furto delle chiavi, del viaggio a scuola, della sagoma dell’autobus che mi aveva tappato l’orizzonte, dell’inevitabile collisione. Le dissi che mi dispiaceva. Che meritavo senz’altro una punizione. Che non sarebbe mai più successo, che non avrei mai più guidato. Mia madre ascoltò in silenzio. Si fermò. Si rimise i vestiti. Prese le chiavi della macchina. “Andiamo, va. Portami a fare un giro, adesso!” ordinò “non devi avere paura. Gli ostacoli devi affrontarli”. Montammo in macchina, mi era chiaro che quella lì non era una punizione, ma ancora non afferravo appieno il senso della sua mossa. Il traffico pulsava. Ci mettemmo in coda ad un semaforo. Tra le mani, stringevo nervosamente il volante. Scattò il verde. Con lo stomaco stretto dall’emozione, speravo solo che la macchina davanti a me si muovesse il più tardi possibile.

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Responses

  1. finalmente il nuovo blog complimenti!!!
    era ora che ti decidessi, i tuoi racconti sono sempre molto belli 🙂
    baci * **
    c.

  2. ciao jag, quanto tempo!!!
    presto ti contatterò, solo tu mi puoi aiutare a inserire la musica in questo blog…
    tipo, potrei far suonare la tua lastfm qui dentro?
    oh, non sparire.
    baci…
    effe

  3. K! Guarda qui: http://www.lastfm.it/widgets/radio?url=globaltags/rock&path=wordpress
    Forse c’è la risposta!
    R


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