Pubblicato da: primperan | 9 ottobre, 2009

Quelli che hanno trovato chiuso il Bauhaus

Bauhaus-exhibition-large

Quello che mi sconcerta di certe orribili architetture non è la loro consistenza fisica, la volumetrica evidenza con cui si poggiano nelle città. Mi muovo indietro, risalgo nel tempo: dall’opera finita al cantiere,  agli uffici amministrativi che vistano le tavole, al centro plottaggi, fino allo studio tecnico nel quale quel progetto è stato realizzato. E’ sul tecnigrafo di chi lo ha disegnato, sullo schermo del suo pc, dove voglio fermarmi un attimo.
Trovarmi lì nel momento, probabilmente a fine serata, in cui qualcuno si sarà tolto gli occhiali da presbite, si sarà stropicciato gli occhi, avrà guardato il suo edificio orribile disegnato sul piano di lavoro e avrà pensato: “Sì! Può andare!”, spegnendo il computer, poggiando la matita e pensando di essersi proprio meritato un bicchiere di vino.
E’ il silenzio delle coscienze addormentate che mette paura.
Fate una cosa, una sola cosa al giorno, purchè possiate dire a voi stessi di averla fatta nel migliore modo possibile.

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Responses

  1. io faccio proprio così in effetti, sai? mi alzo faccio bene la mia cosa giornaliera, ma così bene che nessuno potrà mai dirmi che è mediocre, poi vado direttamente, soddisfatto, al bicchiere di vino. purtroppo però siamo ancora a metà pomeriggio e allora si assiste, evangelicamente, alla moltiplicazione dei bicchieri… dal tramonto all’alba… ci ha tirato su un film anche un tarantino, lo sapevi? 😉

  2. “In un mondo oramai sovraffollato da oggetti, cose, case, beni, suoni, costruzioni, luoghi di culto, strade, condomini mansardati, persone che ti pestano i piedi sul tram – insomma in un mondo in cui tutto lo spazio disponibile viene sfruttato e venduto secondo una logica sistematica di occupazione, il vuoto – cioè il nulla – è destinato ad assumere un valore enorme.”
    Avrei sicuramente preferito il nulla ai mostri di cemento in cui siamo costretti a vivere, senza poter più soavemente poetare sotto le stelle o respirare aria degna del suo nome.

    Fare una cosa al giorno e pensare di averla fatta bene non è comunque garanzia di successo. E’ nel confronto, nell’interazione umana, nello scambio intellettuale e personale che si cresce e si migliora. Perchè il sonno delle coscienze e l’isolamento delle persone genera mostri (di cemento e non).

    😉


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